Caserta, sit-in di protesta dei dipendenti della Eco Car srl, affidataria del servizio di igiene ambientale

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa inviato dalla Federazione Italiana Lavoratori Ambiente e Servizi.

Stato di agitazione – Avvio procedura di raffreddamento art. 2 comma 2 L. 146/90 e D.lgs 83/2000.

Alcuni lavoratori iscritti alla Scrivente O.S. hanno manifestato la loro reale preoccupazione relativamente ad alcune problematiche inerente il Cantiere di appartenenza e, precisamente, quello di Caserta in uso alla Eco Car s.r.l., affidataria del servizio di Igiene Ambientale a far data 01/03/2021 e per la durata di 12 mesi (6 mesi + 6 mesi).

Preoccupazioni che anche la F.I.L.A.S. ritiene urgenti ed indispensabili da affrontare e definire poiché non verrebbero applicate né le norme igieniche e né la sicurezza prevista dalla L.81/08 in quanto gli spogliatoi, all’atto, si presenterebbero non conformi ed idonei ai dispositivi di Legge. Hanno rappresentato altresì a Codesta O.S. che l’Autoparco in uso dalla Eco Car s.r.l. non garantirebbe la sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori in quanto, il piazzale dove sono sistemati gli automezzi, scaricano colaticcio e liquami vari che si immettono direttamente nelle fogne.

Lamentano una scarsa igiene degli automezzi in uso poiché il lavaggio degli stessi, sarebbe solo approssimativo, occasionale e non continuo. Alcuni degli stessi automezzi non rappresenterebbero quella sicurezza di cui alla L.81/08 e che potrebbero essere un pericolo costante sia dei conducenti che della collettività.

Hanno infine evidenziato che a tutt’oggi si è in sott’organico, il che’ impedisce di fatto la garanzia di un giusto ed ottimale servizio da garantire alla cittadinanza e per la qual cosa non si è riusciti ancora a capire il perché la Eco Car s.r.l. non attinge dalla LRC 14/2016 art. 44, i lavoratori per il rimpinguamento dell’organico che tra l’altro è divenuto obbligo di Legge.

Per i motivi sopra esplicitati, la Scrivente aveva già chiesto un incontro con la Spett. Eco Car s.r.l. per un confronto serio, civile e democratico finalizzato alle soluzioni delle problematiche evidenziate e che si ripete presentano carattere di urgenza ma, evidentemente, la Spett. Azienda in argomento o non ha recepito l’urgenza e la necessità di affrontare e risolvere le dette problematiche che la rendono protagonista in negativo o, ha inteso snobbare le dette, legittime richieste avanzate dalla Scrivente.

Per tutto quanto espresso la F.I.L.A.S. si vede costretta a proclamare lo stato di agitazione del personale interessato a far data odierna, con contestuale attivazione della procedura di raffreddamento di cui all’art. 2 comma 2 L.146/90 e D.lgs. 83/2000 nell’interesse della tutela e della salute dei lavoratori.

La F.I.L.A.S. comunica infine che, nelle more di una dovuta convocazione per il tentativo obbligatorio di conciliazione da parte di S.E. Prefetto di Caserta e/o del Sig. Sindaco di Caserta, a supporto di tutto quanto espresso saranno attivati sit – in pacifici avanti all’Ente Locale e per le quali, le preventive comunicazioni saranno preannunciate nel rispetto delle Leggi alle competenti Autorità e atte a richiamare l’attenzione del Comune di Caserta nella qualità di Organo di Vigilanza e Controllo per il rispetto sia del C.S.A. che del C.C.N.L. di categoria essendo tra l’altro responsabile in solido come previsto dall’ ex art. 1676 c.c.

In chiusura, si preavvertono tutte le Autorita’ in indirizzo che, in caso di mancato e dovuto riscontro nel termine dei giorni previsti dalle Leggi di cui all’oggetto, si procederà senza alcun indugio a proclamare le prime 24 h di sciopero nel pieno rispetto delle citate Leggi.

I Coordinatori Provinciali Caserta
Tescione Francesco, Nicola Della Ventura

Il Segretario Generale
Francesco Napolitano

SUCCEDE A PALERMO – La crisi al comune di Palermo è ormai aperta

PALERMO – La crisi al comune di Palermo è ormai aperta e, se fino a ieri sera era in qualche modo limitata ai comunicati stampa, questa mattina il sindaco Leoluca Orlando è passato alle maniere forti facendo decadere il cda della Rap. O meglio, spingendo i due consiglieri legati al Professore (Maurizio Miliziano e Alessandra Maniscalco) a rassegnare le proprie dimissioni facendo così decadere l’intero organismo e di conseguenza anche il presidente indicato da Itali Viva, ossia Peppe Norata.

Di un cambio alla guida dell’azienda si parlava da tempo, sia perché richiesto dallo stesso Norata sia per i rapporti ormai logori con il primo cittadino: l’accelerazione di oggi però non avrebbe nulla di concordato, visto che il presidente non si è dimesso (decadrà nel momento in cui l’assemblea dei soci formalmente accetterà il passo indietro di Miliziano e Maniscalco) e che non c’è al momento un sostituto. E in effetti trovare qualcuno disponibile a fare il presidente della Rap, in un momento come questo e con un compenso inferiore ai mille euro al mese, non sarà un’impresa facile.

La mossa di Orlando, comunque, rischia di segnare un punto di non ritorno nella crisi con i renziani aperta ieri con la bocciatura del Piano triennale delle opere pubbliche, anche se i segnali che arrivano da Italia Viva paiono distensivi. Nessun commento da parte del plenipotenziario Davide Faraone, né da parlamentari regionali o nazionali; l’unica nota è affidata ai capigruppo Dario Chinnici e Gianluca Inzerillo. Una replica dura ma non troppo e che non sembra far presagire né un ritiro degli assessori, né la ricerca di uno scontro frontale col Professore. “Se il sindaco vuole cercare i responsabili delle bocciature di alcuni atti di giunta, come il Piano triennale delle opere pubbliche o il bilancio consolidato, guardi all’interno della sua giunta: Italia Viva non farà da capro espiatorio per coprire le colpe politiche di altre componenti della maggioranza che, nel frattempo, sono già in campagna elettorale anziché pensare alla città – si legge nella nota di Chinnici e Inzerillo – Abbiamo letto con stupore le accuse del primo cittadino e degli assessori, ma sono accuse che rispediamo con forza al mittente anche perché destituite di fondamento. Il Piano triennale delle opere pubbliche, arrivato in Aula con mesi di ritardo, è stato accompagnato da una relazione assessoriale scarna e conteneva le opere accessorie del tram che la maggioranza aveva invece deciso di mettere da parte in occasione dell’ultimo bilancio di previsione: sorprende che Orlando abbia dimenticato di aver pienamente condiviso quella scelta anche pubblicamente. Italia Viva non è presente in commissione Urbanistica ed era necessaria una maggiore condivisione del percorso ma, anche questa volta, gli esponenti di giunta hanno preferito fare a meno del confronto con un risultato che era ampiamente prevedibile: da mesi chiediamo al sindaco maggiore coinvolgimento nelle scelte, inascoltati”.

Italia Viva conferma di voler restare dentro l’amministrazione e di tenere fede al patto elettorale del 2017, nonostante “scelte francamente discutibili e che hanno incrinato il rapporto con la città. “Italia Viva crede nel gioco di squadra e nel rispetto delle forze politiche – concludono i capigruppo – Sono altri a continuare in corse solitarie con finalità personalistiche ed elettorali, come dimostrano le dichiarazioni a mezzo stampa e le scelte compiute in solitaria o fantomatici documenti firmati da alcune forze di maggioranza con le opposizioni, in spregio agli impegni assunti con i palermitani”. Un riferimento neanche troppo velato all’uscita dell’assessore Giusto Catania che oggi, su La Repubblica, annuncia la candidatura a sindaco. “Italia Viva è parte di questa amministrazione, ma chiede un rilancio dell’azione di governo – continua la nota dei renziani – La città è in evidente affanno, le emergenze sono continue e serve un reale confronto. Se qualche assessore non è all’altezza, si faccia da parte; se chi dovrebbe fare da collante fra il consiglio e la giunta preferisce dedicarsi ad altro, lo dica; se qualcuno vuole candidarsi a sindaco, abbia almeno la dignità di dimettersi; se qualcuno vuole cambiare maggioranza, abbia il coraggio di farlo pubblicamente. E al sindaco chiediamo di voltare pagina e di riprendere in mano la situazione, per il bene di Palermo”.

Insomma, nessuna polemica diretta con Orlando ma un affondo contro i suoi assessori: nel mirino ci sarebbe non solo Catania, ma anche Maria Prestigiacomo (di cui sono state chieste le dimissioni in più occasioni) e Fabio Giambrone. Accuse e veleni che si legano a doppio filo alle grandi manovre in atto in vista delle prossime Comunali: Catania è già in campo, Giambrone sarà della partita mentre il primo cittadino non sembra intenzionato a correre, nonostante le indiscrezioni fatte circolare. Il dialogo del centrosinistra con il M5s in città è già avviato, possibile un’intesa anche con una parte dei moderati mentre resta il rebus del rapporto con Italia Viva.

La scelta del sindaco di silurare Norata e non Michele Cimino, presidente di Amat sempre di Iv ma in quota Tamajo, potrebbe essere indicativo del tentativo di spaccare i renziani, così come la mancata rimozione degli assessori Iv dalla giunta fa pensare che Orlando non abbia realmente intenzione di andare sino in fondo. Del resto rinunciare a otto consiglieri renderebbe complicata la navigazione in consiglio comunale per una maggioranza che, a quel punto, dovrebbe provare a imbarcare nuove forze politiche. Difficile al momento, se non impossibile. L’atteggiamento di Orlando, ma anche il basso profilo scelto dai renziani, danno la sensazione che quella aperta sia per tutti una crisi “al buio” e dagli esiti imprevedibili.

La nota del Pd

“La città è fuori controllo – dichiara Rosario Filoramo, segretario provinciale del Pd – Lo abbiamo urlato nel pomeriggio del 15 luglio, mentre la città annegava durante un alluvione, con rifiuti non raccolti che occludevano le caditoie e bare non seppellite che galleggiavano nel cimitero dei Rotoli. Si sarebbe evitato un altro anno di scontri all’interno della maggioranza e raggiunto qualche risultato in più per la risoluzione dei tanti problemi che attanagliano la nostra città. Cosa pensate che importi alla gente se una forza politica ottiene un assessore in più o se un componente della maggioranza cambia casacca. Il problema è la buona amministrazione, quella che è mancata”. Per il segretario dem “il sindaco Leoluca Orlando non ha avuto contezza dello stato di crisi strisciante, ma sempre più evidente, che ha attanagliato la sua giunta. Il tempo è denaro, quel denaro che adesso viene chiesto ai palermitani nella proposta di aumento della Tari per risanare i guasti della pessima gestione della Rap. Le dimissioni di parte del Cda, giunte stamattina, testimoniano tale fallimento. Ma i palermitani se ne erano già accorti: rifiuti non raccolti, differenziata ferma al palo, una città allo stremo. Adesso non resta che prendere atto del poco tempo che resta a questa giunta”. “Mi auguro – continua Filoramo – che il sindaco sappia affrontare con decisione i problemi che possono essere risolti, spero che si trovi una soluzione al problema delle bare insepolte nei cimiteri, che si avvii un’operazione verità sui guasti legati al ciclo dei rifiuti, che si affronti in modo serio e senza show il tema della messa in sicurezza e riapertura di ponti sull’Oreto. Palermo ha bisogno di una classe amministratrice sobria e capace. Per quanto ci riguarda, in questo scorcio di sindacatura, il nostro gruppo consiliare, composto solo da due consiglieri, continuerà a lavorare nell’interesse dei cittadini palermitani valutando gli atti nel loro interesse. Il nostro obiettivo ormai è il progetto Palermo 2022, un progetto che dovrà segnare la completa discontinuità con metodi e politici che non potranno più farne parte. Continueremo a lavorare per unire alle forze sociali, culturali ed imprenditoriali palermitane, le forze politiche del centrosinistra, del civismo e del Movimento Cinque Stelle”.

CONUNICATO STAMPA
Sindacati Rap “subito nuova governance”

“Subito una nuova governance per dare continuità a ciò che è stato messo in campo dopo l’approvazione del contratto di servizio, per il rilancio della Rap” cosi
Giuseppe Spataro Fp Cgil , Vincenzo Traina Fit CISL, Francesco Sinopoli Uiltrasporti, Agostino Cospolici Fiadel e
Carmelo Giallombardo Filas intervengono dopo le dimissioni del CdA di Rap. ” Troppi i problemi che attanagliano l’azienda di Piazzetta Cairoli, aspettiamo da dicembre l’approvazione del Pef tari 2020 per il riconoscimento del pagamento degli extracosti sostenuti dalla Rap dovuti alla chiusura della VI vasca di Bellolampo, aspettiamo ancora il trasferimento nelle casse della Rap dei 15 milioni di fatture riconosciute dal comune di Palermo così come certificato nella riunione avuta alla presenza del Sindaco, di parte della giunta e della burocrazia comunale nel mese di Marzo oltre alla definizione della ricapitalizzazione della società che aspettiamo dal 2018″.
“Si deve proseguire con la riorganizzazione dell’azienda per rendere un servizio ottimale per la città, si deve investire sui mezzi, sulle attrezzature senza abbandonare la strada della messa in sicurezza dei luoghi di lavoro già messa in campo dal Presidente Norata, e dai consiglieri del CdA, Maniscalco Basile e Miliziano, a cui va il nostro ringraziamento per ciò che hanno fatto in questi anni per la Rap. Auspichiamo un dialogo e un confronto costruttivo tra tutte le forze politiche che compongono il consiglio comunale affinché la Rap e i lavoratori non si trovino in mezzo a beghe politiche. Ci limitiamo a ricordare che lo stato di agitazione è stato sospeso in attesa di risposte concrete che ancora ad oggi non sono arrivate”.

F.I.L.A.S. Informa Pensionamento 2021

Il 2021 è l’ultimo anno di vigenza per Quota 100; prorogate opzione donna e l’APE sociale con gli sconti contributivi per le donne con figli (APE sociale donna). Rimangono immutati i requisiti per la pensione di vecchiaia e anticipata. Analizziamole nel dettaglio.

1. PENSIONE DI VECCHIAIA
Rimangono immutati i requisiti previsti nel 2020, per cui occorrono 67 anni di età e 20 anni di contribuzione. Così come stabilito infatti dal decreto dello scorso 5 novembre 2019 del Ministero del Lavoro-Ministero Economia il requisito anagrafico rimane immutato anche nel 2021 e nel 2022 non avendo prodotto impatto l’osservazione statistica della speranza di vita.

Per il pensionamento di vecchiaia non si prevede l’applicazione della “finestra” per cui il trattamento previdenziale decorre di regola il primo giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti.

Per i lavoratori impiegati da almeno 7 anni nei 10 precedenti il pensionamento in mansioni gravose, il pensionamento di vecchiaia è accessibile a 66 anni e 7 mesi a condizione che sussistano almeno 30 anni di anzianità contributiva.

2. PENSIONE ANTICIPATA
A prescindere dall’età anagrafica, è possibile il pensionamento anticipato con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Con riferimento a tale canale di flessibilità in uscita vale però la finestra mobile trimestrale.

La pensione anticipata prevede requisiti differenti per i lavoratori precoci con almeno 12 mesi di attività lavorativa prima dei 19 anni, appartenenti a particolari categorie (disoccupati, invalidi civili, caregiver e lavoratori addetti a mansioni gravose) i quali devono maturare solamente 41 anni di contributi, con una finestra di 3 mesi per la decorrenza.

3. QUOTA 100
Quota 100 termina nel 2021 il proprio iter di sperimentazione per cedere poi il testimone a una soluzione di flessibilità in uscita in fase di elaborazione: per avere diritto al trattamento pensionistico anticipato con questo particolare regime sperimentale, è necessario avere almeno 62 anni e un’anzianità contributiva non inferiore a 38 anni (anche cumulando i periodi assicurativi, non coincidenti, presenti in due o più gestioni dell’INPS, compresa la Gestione separata).

Per la decorrenza sono previste finestre mobili di 3 mesi per il settore privato e di 6 mesi per il settore pubblico.

Per il “dopo” quota 100, tra le ipotesi in discussione, ci sarebbe una possibile quota 102 con una soglia minima di 64 anni di età e 38 anni di contributi e con la introduzione di una possibile penalizzazione percentuale con riferimento agli anni che intercorrono tra l’età di anticipo e l’età canonica di pensionamento di vecchiaia.

4. OPZIONE DONNA
La legge di Bilancio 2021 , estende la possibilità di fruizione di Opzione Donna alle lavoratrici che abbiano maturato determinati requisiti entro il 31 dicembre 2020, in luogo del 31 dicembre 2019 attualmente previsto.

Il diritto è riconosciuto, nei confronti delle lavoratrici che abbiano maturato, entro il 31 dicembre 2020 e indipendentemente dal momento della decorrenza della pensione che dovrà comunque avvenire successivamente a tale data, un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni ed un’età anagrafica pari o superiore a 58 anni (per le lavoratrici dipendenti) e a 59 anni (per le lavoratrici autonome). In questo caso si applica la finestra mobile pari a 12 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti per le lavoratrici dipendenti, e 18 mesi per le lavoratrici autonome.

La Manovra finanziaria 2021 posticipa poi al 28 febbraio 2021 la data entro cui il personale a tempo indeterminato delle istituzioni scolastiche e delle Istituzioni di Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) può presentare domanda di cessazione dal servizio con effetti dall’inizio, rispettivamente, dell’anno scolastico o accademico.

5. APE SOCIALE
La Manovra 2021 proroga poi a tutto il 2021 la sperimentazione della cosiddetta APE sociale, consistente in una indennità, corrisposta fino al conseguimento dei requisiti pensionistici, a favore di soggetti che si trovino in particolari condizioni. Può accedervi chi maturi il requisito di età (63 anni) tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2021 e rientri in una delle categorie previste dalla normativa, cioè:

1. i disoccupati che da almeno 3 mesi abbiano esaurito la prestazione per disoccupazione loro spettante;
2. i lavoratori che assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado con disabilità grave;
3. i lavoratori affetti da riduzione della capacità lavorativa almeno pari al 74 per cento;
4. i lavoratori che da almeno 6 degli ultimi 7 anni di lavoro, svolgono in maniera continuativa una delle 15 professioni difficoltose e rischiose elencate dalla normativa.
Agli appartenenti alle prime tre categorie è richiesta un’anzianità contributiva minima di 30 anni, che sale a 36 anni per la quarta.

Per le donne con figli è previsto uno “sconto contributivo” per l’accesso al beneficio, nella misura di 12 mesi per ciascun figlio, per un massimo di 24 mesi (APE sociale donna).

Comunicato F.I.L.A.S.

Da ultime indiscrezioni avute dalla cabina di regia che sta seguendo il percorso di ricollocazione dei dipendenti Cub Na-Ce,è emerso che il progetto con scadenza 18 Gennaio avrà un proseguio di proroga di ulteriori 6 mesi con ulteriore ampliamento di alcuni servizi.
Sono stati individuati ulteriori siti su Salerno, Benevento e Caserta dove occorrerà ulteriore forza lavoro, diversi lavoratori verranno impiegati anche nel monitoraggio dello sversamento abusivo dei rifiuti,problemi per la copertura economica non ci saranno.Questo è ciò che è stato comunicato alla F.I.L.A.S.