F.I.L.A.S. Informa Pensionamento 2021

Il 2021 è l’ultimo anno di vigenza per Quota 100; prorogate opzione donna e l’APE sociale con gli sconti contributivi per le donne con figli (APE sociale donna). Rimangono immutati i requisiti per la pensione di vecchiaia e anticipata. Analizziamole nel dettaglio.

1. PENSIONE DI VECCHIAIA
Rimangono immutati i requisiti previsti nel 2020, per cui occorrono 67 anni di età e 20 anni di contribuzione. Così come stabilito infatti dal decreto dello scorso 5 novembre 2019 del Ministero del Lavoro-Ministero Economia il requisito anagrafico rimane immutato anche nel 2021 e nel 2022 non avendo prodotto impatto l’osservazione statistica della speranza di vita.

Per il pensionamento di vecchiaia non si prevede l’applicazione della “finestra” per cui il trattamento previdenziale decorre di regola il primo giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti.

Per i lavoratori impiegati da almeno 7 anni nei 10 precedenti il pensionamento in mansioni gravose, il pensionamento di vecchiaia è accessibile a 66 anni e 7 mesi a condizione che sussistano almeno 30 anni di anzianità contributiva.

2. PENSIONE ANTICIPATA
A prescindere dall’età anagrafica, è possibile il pensionamento anticipato con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Con riferimento a tale canale di flessibilità in uscita vale però la finestra mobile trimestrale.

La pensione anticipata prevede requisiti differenti per i lavoratori precoci con almeno 12 mesi di attività lavorativa prima dei 19 anni, appartenenti a particolari categorie (disoccupati, invalidi civili, caregiver e lavoratori addetti a mansioni gravose) i quali devono maturare solamente 41 anni di contributi, con una finestra di 3 mesi per la decorrenza.

3. QUOTA 100
Quota 100 termina nel 2021 il proprio iter di sperimentazione per cedere poi il testimone a una soluzione di flessibilità in uscita in fase di elaborazione: per avere diritto al trattamento pensionistico anticipato con questo particolare regime sperimentale, è necessario avere almeno 62 anni e un’anzianità contributiva non inferiore a 38 anni (anche cumulando i periodi assicurativi, non coincidenti, presenti in due o più gestioni dell’INPS, compresa la Gestione separata).

Per la decorrenza sono previste finestre mobili di 3 mesi per il settore privato e di 6 mesi per il settore pubblico.

Per il “dopo” quota 100, tra le ipotesi in discussione, ci sarebbe una possibile quota 102 con una soglia minima di 64 anni di età e 38 anni di contributi e con la introduzione di una possibile penalizzazione percentuale con riferimento agli anni che intercorrono tra l’età di anticipo e l’età canonica di pensionamento di vecchiaia.

4. OPZIONE DONNA
La legge di Bilancio 2021 , estende la possibilità di fruizione di Opzione Donna alle lavoratrici che abbiano maturato determinati requisiti entro il 31 dicembre 2020, in luogo del 31 dicembre 2019 attualmente previsto.

Il diritto è riconosciuto, nei confronti delle lavoratrici che abbiano maturato, entro il 31 dicembre 2020 e indipendentemente dal momento della decorrenza della pensione che dovrà comunque avvenire successivamente a tale data, un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni ed un’età anagrafica pari o superiore a 58 anni (per le lavoratrici dipendenti) e a 59 anni (per le lavoratrici autonome). In questo caso si applica la finestra mobile pari a 12 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti per le lavoratrici dipendenti, e 18 mesi per le lavoratrici autonome.

La Manovra finanziaria 2021 posticipa poi al 28 febbraio 2021 la data entro cui il personale a tempo indeterminato delle istituzioni scolastiche e delle Istituzioni di Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) può presentare domanda di cessazione dal servizio con effetti dall’inizio, rispettivamente, dell’anno scolastico o accademico.

5. APE SOCIALE
La Manovra 2021 proroga poi a tutto il 2021 la sperimentazione della cosiddetta APE sociale, consistente in una indennità, corrisposta fino al conseguimento dei requisiti pensionistici, a favore di soggetti che si trovino in particolari condizioni. Può accedervi chi maturi il requisito di età (63 anni) tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2021 e rientri in una delle categorie previste dalla normativa, cioè:

1. i disoccupati che da almeno 3 mesi abbiano esaurito la prestazione per disoccupazione loro spettante;
2. i lavoratori che assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado con disabilità grave;
3. i lavoratori affetti da riduzione della capacità lavorativa almeno pari al 74 per cento;
4. i lavoratori che da almeno 6 degli ultimi 7 anni di lavoro, svolgono in maniera continuativa una delle 15 professioni difficoltose e rischiose elencate dalla normativa.
Agli appartenenti alle prime tre categorie è richiesta un’anzianità contributiva minima di 30 anni, che sale a 36 anni per la quarta.

Per le donne con figli è previsto uno “sconto contributivo” per l’accesso al beneficio, nella misura di 12 mesi per ciascun figlio, per un massimo di 24 mesi (APE sociale donna).

Lavoratori rifiuti, sos da Benevento

Benevento.  

Un incontro in Regione per definire la situazione che vivono gli ex lavoratori del consorzio unico di bacino. E’ quanto chiede la Filas (Federazione Italiana Lavoratori Ambiente e Servizi) in una nota invita alla Regione Campania, alla Prefettura di Benevento, al Cub art. NA/CE, al Commissario Liquidatore, al Comune Benevento e ai Sindaci dei Comuni Beneventani.
“Abbiamo avuto modo di leggere una circolare del Soggetto Liquidatore CUB – scrive il gruppo – nel cui contenuto si evidenziano doglianze relative sia alla impossibilità di riscuotere quanto dovuto dai Comuni che le violazioni degli stessi in termini di applicazione di Leggi Regionali che Costituzionali e che, attualmente impediscono di fatto la ricollocazione dei lavoratori in argomento.

Pur registrando favorevolmente le denunce di cui sopra, tra l’altro prontamente rilanciate da S.E. Sig. Prefetto Caserta, la F.I.L.A.S. ha notato che dette determinazioni siano esclusivamente concentrate su personale dipendente CUB in forza a Caserta e Napoli dimenticando che anche gli altri lavoratori CUB delle altre province della Campania hanno pari diritto, pari dignità e pari opportunità.

In special modo la F.I.L.A.S. si riferisce ai lavoratori CUB di Benevento e Provincia che chissà per quale motivo e/o ragione facciano parte di un mondo diverso ma, così non è perché: anche loro sono in attesa di stipendi arretrati; anche loro sono in attesa del versamento contributi previdenziali; anche loro sono in attesa di conoscere se nelle more di una ricollocazione definitiva ci sarà una proroga del progetto in scadenza a fine mese in corso. Per detti motivi si invitano: il Prefetto Benevento, unitamente e/o disgiuntamente al Sindaco Benevento a sollecitare gli organi competenti per attestare non solo la vicinanza a questi lavoratori ma, anche a rafforzare l’impegno atto a risolvere definitivamente la annosa vertenza in atto.
Si invita altresì l’Assessorato Regionale Ambiente a voler convocare la Scrivente O.S. in un tavolo di confronto allargato anche al Soggetto Liquidatore CUB e a tutte le altre Autorità che riterrà opportuno per definire un percorso condiviso che assicuri dignità a questi lavoratori, oltre a verificare l’attuale stato dei lavori ritenuti necessari per al meglio informare tutti i lavoratori interessati”.

Rosolini, proclamato stato di agitazione per i lavoratori della Gv Servizi Ambientali

Proclamato dalla Filas lo stato di agitazione dei lavoratori della Gv Servizi Ambientali di Rosolini, che attendono notizie sul pagamento delle mensilità di agosto e settembre e per ritardi sistematici nell’erogazione dello stipendio.

Il sindacato aveva richiesto un incontro lo scorso 10 ottobre ma ad una settimana di distanza non avrebbe ancora ottenuto alcuna risposta, per cui è stata decisa la proclamazione dello stato di agitazione con inevitabili disagi nel servizio di raccolta dei rifiuti.

Latina, lo sfogo di un operaio Abc in commissione Trasparenza: l’azienda ci ha tolto la dignità

“Ritengo sia molto grave da parte del presidente di Abc dichiarare che l’azienda non riconosce alcuni sindacati: per noi equivale a dire che non vengono considerati alcuni lavoratori. Che ci fossero sindacati di serie A e di serie B si era capito: noi siamo i secondi perché siamo scomodi, perché difendiamo solo gli operai”. A dirlo è Emanuele Foresti, segretario della Filas, che risponde così alla nota di ieri del presidente Demetrio De Stefano. “Noi comunque restiamo sempre disponibili al confronto”.

L’altro pomeriggio Foresti, in qualità di operaio e non di sindacalista, era intervenuto nella commissione Trasparenza in Comune. “Ho detto solo cose vere e le foto che giravano erano già in possesso dei consiglieri di opposizione: quelle dell’umido sono state scattate dagli operai il 17 agosto scorso, le altre il 4 ottobre. E la relazione dell’ex dirigente Cappucci non l’ho certo scritta io” – ha detto Foresti. “La nostra battaglia adesso sarà il recupero dei buoni pasto”.

Latina, lo sfogo di un operaio Abc in commissione Trasparenza: l’azienda ci ha tolto la dignità

“Straordinari non pagati, buoni pasto tagliati, assunzioni degli interinali con opacità, promesse non mantenute su tutti i fronti”.
Oggi in commissione Trasparenza del Comune di Latina, con all’ordine del giorno l’Abc, lo sfogo di Emanuele Foresti della Filas.
Il dipendente dell’azienda speciale ha denunciato mancanza di regole, controlli e sicurezza. Di seguito il video dell’intervento.

Siracusa, revocato lo sciopero dei dipendenti Igm: il Comune si sostituirà all’azienda in caso di ritardo negli stipendi

Revocato lo stato di agitazione e lo sciopero fissato per mercoledì, quando invece si terrà un incontro per definire percorsi condivisi. La Filas ha revocato lo sciopero dei dipendenti Igm previsto inizialmente per il 26 settembre. Il sindacato ha accolto con favore l’invito al pagamento degli arretrati per i lavoratori, chiesto ufficialmente dall’assessore all’Ambiente Pierpaolo Coppa al dirigente e quindi all’azienda che gestisce il servizio di igiene urbana. Nella nota, l’ufficio Ecologia sottolinea come la mancata corresponsione degli stipendi costituisca un’inadempienza contrattuale e sollecita per iscritto l’Igm a provvedere al pagamento della mensilità di agosto entro 15 giorni. In caso contrario, ed è questa la novità, sarà il Comune a pagare direttamente i lavoratori sostituendosi all’azienda. Finora non era mai accaduto e con quest’azione si vogliono calmare gli animi dei dipendenti che avevano paura di incorrere in problemi economici nel cambio appalto (si attende ancora il passaggio da Igm alla vincitrice della mini gara di sei mesi Tekra) e diventa un precedente fondamentale anche in vista del nuovo appalto con l’azienda campana.

Proprio questa decisione dell’amministrazione comunale ha fatto sì che la Filas revocasse lo stato di agitazione e lo sciopero fissato per mercoledì, quando invece si terrà un incontro per definire percorsi condivisi.

I dipendenti Latina Ambiente vanno assunti dall’Abc senza concorso”. Napolitano smentisce Lucarelli e minaccia le barricate

“Tutti gli studi del professor Lucarelli non trovano riscontro con il contratto che regola la categoria”. Non usa mezzi termini il segretario generale della Federazione italiana lavoratori ambiente e servizi (Filas) Francesco Napolitano. Il referente nazionale numero 1 del sindacato, che ha tra i propri iscritti il 22% dei lavoratori di igiene ambientale della Latina Ambiente, non ha dubbi sul fatto che il personale della società mista in fallimento debba essere assunto ex novo dalla costituenda azienda speciale Abc del Comune di Latina senza alcun concorso, o selezione come dir si voglia.

Il contratto di categoria di riferimento, secondo Napolitano, è Utiliatalia (ex Fedarambiente) che all’articolo 6 stabilisce che “l’impresa subentrante assume ex novo, senza effettuazione del periodo di prova, tutto il personale in forza a tempo indeterminato – ivi compreso quello in aspettativa – addetto in via ordinaria allo specifico appalto/affidamento che risulti in forza presso l’azienda cessante nel periodo dei 240 giorni precedenti l’inizio della nuova gestione in appalto/affidamento previsto dal bando di gara e alla scadenza effettiva del contratto di appalto”.

Stesso concetto espresso dall’assessore all’ambiente Roberto Lessio in occasione della commissione consiliare congiunta Bilancio-Ambiente, di lunedì scorso. Ma le parole di Lessio erano state subito smentite dal professor Alberto Lucarelli dell’Università di Napoli, coordinatore del pool che ha curato per conto del Comune di Latina il progetto di costituzione dell’Abc. Secondo Lucarelli la possibilità dell’assunzione dei dipendenti della fallita Latina Ambiente sarebbe stata legata all’inserimento delle clausole di salvaguardia nel contratto di servizio e successivamente nella previsione di particolari criteri per l’avviso pubblico di selezione.

“Non sanno quello che dicono – sbotta Napolitano -. A Palermo con l’amministrazione guidata dal sindaco Leoluca Orlando sono stati assunti ex novo 2.000 dipendenti della ex Amia nella nuova azienda comunale con procedura diretta, come previsto dall’allora contratto nazionale Federambiente. Il contratto di servizio regola il rapporto tra il Comune e l’azienda speciale, l’assunzione del personale è altra cosa e compete al management aziendale che dovrà rispettare la contrattazione nazionale. La Latina Ambiente è obbligata a comunicare alla subentrante Abc i nominativi con relativi inquadramenti professionali del personale in forza e che risulti avere acquisito i 240 giorni di anzianità di servizio presso la stessa azienda uscente”.

E’ un fiume in piena il segretario generale della Filas che sul caso di Latina minaccia le barricate qualora non siano garantiti i diritti dei lavoratori. “I dipendenti della Latina Ambiente, a cui non va certo additata la responsabilità del fallimento societario né la scelta dell’amministrazione comunale di gestire in proprio il servizio igiene – aggiunge Napolitano – hanno diritto ad un’assunzione diretta nella nuova azienda, con assunzione ex novo e contrattazione di categoria pubblica nonché diritti acquisiti maturati con la Latina Ambiente. Il resto sono chiacchiere e noi siamo pronti alle barricate. Abbiamo chiesto al sindaco Damiano Coletta e all’assessore Lessio un incontro. Ma ad oggi non siamo stati ancora ricevuti. E questo è il risultato. Ho letto in questi giorni di piani B, come quello della cessione di ramo d’azienda. Follia, applicata al terrorismo psicologico in danno dei lavoratori”.

Il segretario generale confida nell’esame congiunto tra le parti prima dell’avvio del nuovo servizio, per la tutela dei lavoratori e per la garanzia di un servizio ottimale da rendere ai cittadini di Latina anche in termini di un incremento di raccolta differenziata.

Il pronunciamento del Consiglio di Stato, sezione V, contenuto nella sentenza 820 depositata il 20 febbraio 2014, chiarisce che le assunzioni presso le aziende speciali debbano avvenire con le procedure selettive tipiche della pubblica amministrazione. “… si tratta di procedure poste in essere da soggetti qualificabili come Pubbliche Amministrazioni – si legge infatti nella sentenza -, per le quali vige il principio del concorso pubblico, esse sono in tutto e per tutto assimilabili alle procedure concorsuali dell’ente pubblico (il Comune) cui l’Azienda Speciale è strumentale; con la conseguenza che la selezione in oggetto, anche se fosse giuridicamente imputabile all’Azienda Speciale, non può che importarne regime giuridico e disciplina e, quindi, per ciò che qui interessa, non può che comportare il rispetto del principio di imparzialità amministrativa nell’assunzione…”.

“Chiaro e impeccabile – afferma il segretario generale Filas -. Quanto dice il Consiglio di Stato, e fa bene a ribadirlo per evitare mercimonio ‘politico’ con le assunzioni, si riferisce all’assunzione di personale che l’azienda speciale prevede in aggiunta a quello in forza al vecchio gestore del servizio di igiene urbana. Fine della storia”.

Segretario, lei ha citato l’articolo 6 del contratto Utilitalia che prevede l’assunzione diretta dei lavoratori per così dire uscenti purché abbiano lavorato negli ultimi 240 giorni prima della nuova gara. Ma a Latina non ci sarà nessuna gara ma un affidamento diretto: lei è proprio certo che questo articolo 6 è applicabile nella situazione di Latina? “Vale anche per l’affidamento diretto e /o cambio di gestione. Non ci sono dubbi”, ha affermato concludendo il segretario Napolitano.

Casalnuovo – Momenti di tensione e di delusione tra i lavoratori della Falzarano, la ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti a Casalnuovo di Napoli.

Casalnuovo – Momenti di tensione e di delusione tra i lavoratori della Falzarano, la ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti a Casalnuovo di Napoli.

Gli operatori ecologici non hanno ricevuto lo stipendio entro Pasqua.

Il sindaco Massimo Pelliccia avrebbe rassicurato gli i dipendenti della ditta che gestisce la raccolta rifiuti che entro Pasqua avrebbero ricevuto lo stipendio, “la famiglia prima di tutto” scriveva il primo cittadino sui social.

“Domani per il terzo mese consecutivo, a causa di problemi giudiziari e tributari che impediscono all’impresa di garantire il salario ai dipendenti, il comune pagherà gli stipendi dei 70 dipendenti dell’azienda che gestisce il servizio rifiuti – ha scritto due giorni fa il sindaco Massimo Pelliccia sui social – Lo facciamo assumendoci grosse responsabilità, per garantire a 70 famiglie una Pasqua serena”

“Ai lavoratori impegnati nel servizio di raccolta rifiuti chiediamo lo stesso impegno per tenere la città pulita e ordinata” ha concluso il primo cittadino.

Purtroppo niente stipendio per i dipendenti della Falzarano che hanno criticato duramente il primo cittadino di Casalnuovo per la promessa non mantenuta.

“Caro sindaco grazie che ci hai fatto fare Pasqua senza stipendio”, “Il sindaco aveva promesso una serena Pasqua a noi famiglie ma i soldi dove sono finiti? Credo che faremo una brutta Pasqua. Auguri a voi che potete festeggiarla” e ancora “Solo debiti con la bocca, Pasqua senza stipendi”.

Questi i commenti di alcuni operatori ecologici che il Sabato santo hanno avuto la certezza che ormai lo stipendio non sarebbe arrivato nei tempi promessi dall’amministrazione comunale.

Intanto dal comune rassicurano che gli accreditamenti sono stati fatti ribadendo però che lo stipendio potrebbe essere a disposizione dei dipendenti solo dopo Pasqua. “Noi come comune siamo intervenuti con la procedura sostitutiva, Giovedì mattina abbiamo ricevuto le buste paga e sono stati fatti tutti i mandati. In banca ci sono già i soldi, anche se probabilmente, per questioni bancarie, lo stipendio sarà a disposizione dei lavoratori Martedì prossimo”

“L’ente comunale su richiesta delle organizzazioni sindacali, cosa che ho puntualmente fatto, può sostituirsi all’azienda in caso di difficoltà. Il sindaco ha rassicurato i lavoratori dicendo che prima di Pasqua avrebbero percepito lo stipendio perché con i poteri sostitutivi avrebbe pagato. I lavoratori non hanno percepito lo stipendio e mi hanno riferito che il sindaco avrebbe detto che c’è stato un disguido bancario, quindi percepiranno la paga solo dopo Pasqua”

Queste le parole di Francesco Napolitano, segretario generale nazionale della F.I.L.A.S. la Federazione Italiana Lavoratori Ambiente e Servizi.

“La legge prevede che con i poteri sostitutivi l’ente committente può pagare direttamente i lavoratori in caso di difficoltà da parte dell’azienda appaltatrice – conclude Francesco Napolitano – Il lavoratore percepisce lo stipendio il giorno 15 del mese successivo alla prestazione del mese precedente, quindi adesso dovevano essere erogate le competenze di marzo agli operatori della Falzarano”

Raccolta rifiuti, licenziati 12 operatori a Gricignano, Mondragone e Castel Volturno: Filas prepara mobilitazione

Sono pronti alla mobilitazione generale i lavoratori aderenti al sindacato “Filas – Federazione italiana lavoratori ambiente e servizi” dopo che la società Senesi, che si occupa del servizio di igiene urbana in diversi comuni del Casertano, ha licenziato 12 dipendenti dei cantieri di Gricignano, Mondragone e Castel Volturno.

Licenziamenti ingiustificati secondo la Filas: “Il nostro lavoro nei servizi di igiene ambientale – si legge in una nota – vive una delle pagine più buie dell’ultimo trentennio, tutti siamo minacciati da un’assurda e surreale vicenda che, purtroppo, ha coinvolto alcuni nostri colleghi nella provincia di Caserta, precisamente nelle commesse di Mondragone, Castelvolturno e Gricignano, dove 12 lavoratori sono stati licenziati illegittimamente, solo perché vi sarebbero presunti reati a loro carico. In questi giorni abbiamo avuto modo di leggere le carte a loro carico, per alcuni di loro vi sono sentenze di assoluzione, altri neanche hanno mai subito un processo o avuto un avviso di garanzia”.

La Filas poi sottolinea: “Viviamo in un paese nel quale per gli ex detenuti esistono leggi che ne impongono il reinserimento sociale anche con corsie dedicate di accesso al lavoro; i contratti di categoria contengono specifiche circa il mantenimento del posto di lavoro nei casi di guai con la giustizia; per tutti vi è la presunzione di innocenza sino alle determinazioni dei tre gradi di giudizio (evidentemente vale solo per politici ed imprenditori); esiste un solo motivo ostativo alla instaurazione ed al mantenimento di un rapporto di lavoro, la decadenza dei diritti civili e politici (nel pubblico impiego). Ebbene, i nostri 12 colleghi votano ed hanno votato anche quei sindaci che oggi non intervengono a loro sostegno”.

“Ciò che stanno subendo i nostri colleghi – incalzano dal sindacato – nel silenzio più assoluto anche di quella parte politica e delle Prefetture consapevoli che si tratta di una mera operazione per pulirsi l’anima, merita una nostra presa di posizione. E’ ora di dire basta alle continue mortificazioni che subiamo nel settore, troppi avventurieri che ci sfruttano, sfruttano il bisogno dei padri di famiglia di portare il pane a casa, molto spesso non siamo retribuiti. Pochi i casi in cui le aziende rispettano le norme di sicurezza”.

Per la Filas, quindi, è giunta l’ora di una mobilitazione generale: “Lo dobbiamo alle nostre famiglie, alle famiglie di questi colleghi – continua la nota – anche perché se passasse questo aberrante principio, almeno il 50% dei lavoratori del settore sarebbe a rischio, in pratica se uno di noi ha nella sua vita manifestato e protestato per i propri diritti subendo un procedimento per interruzione di pubblico servizio è a rischio licenziamento. Nei prossimi giorni organizzeremo una manifestazione davanti alla Prefettura di Caserta affinché sia fatta giustizia per questi lavoratori e sia riportata la legalità nel settore”.

Infine, un duro richiamo del sindaco alle istituzioni: “La camorra ed i suoi affiliati non sia alzano alle 4 del mattino per alzare la monnezza, scartare nelle buste per separare le frazioni dei rifiuti. La camorra ed i suoi affiliati non restano mesi e mesi senza stipendi. La vera camorra vive e prolifera anche grazie all’assenza delle Istituzioni che non tutelano i cittadini. La camorra occupa gli spazi che lo stato lascia vuoti”.